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FAQ - HS Company, Soluzioni per l'ambiente. Smaltimento e riciclo di apparecchiature elettroniche, RAEE.
  • Preventivo su richiesta, in base alla quantità ed alla tipologia di rifiuto
  • Eventuale sopralluogo per la visione del materiale
  • Ritiro del rifiuto da parte di personale specializzato e con mezzi autorizzati
  • Emissione e Rilascio del Formulario, con relativo codice C.E.R. (Catalogo Europeo Rifiuti)
  • Predisposizione dei documenti, per lo scarico materiale dal libro dei Cespiti
  • Destinazione del rifiuto ad una delle fasi di recupero

Il formulario di identificazione del rifiuto è il documento che deve obbligatoriamente accompagnare i rifiuti durante il loro percorso dal luogo di produzione fino al luogo di smaltimento.Tale documento va correttamente compilato e la sua mancanza o la redazione non corretta o incompleta, possono costituire motivo di sanzione.

Il formulario deve riportare:

  • la ragione sociale del produttore e indirizzo del luogo in cui il rifiuto viene prodotto;
  • la ragione sociale del destinatario ed indirizzo dell'effettivo luogo di destinazione del rifiuto;
  • la ragione sociale del trasportatore;
  • la descrizione, codice CER, stato fisico e quantità del rifiuto; eventuali caratteristiche di pericolo;
  • l’autorizzazione dei soggetti interessati, destinazione del rifiuto, peculiarità del trasporto;
  • la data e ora di inizio del trasporto;
  • le firme dei soggetti interessati.

Con l'entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 4 del 16/01/2008 (Gazzetta Ufficiale n. 24 del 29/01/2008 - Supplemento Ordinario n. 24), che ha modificato il D.Lgs. 152/2006 è stato reintrodotto l'obbligo di presentazione del MUD per le imprese che producono rifiuti speciali non pericolosi, ma solo per le aziende con un numero di dipendenti superiore a 10.
Sono OBBLIGATI a presentare il MUD in base al tipo di rifiuto prodotto o gestito le imprese e gli enti che abbiano prodotto o avviato al recupero o allo smaltimento i seguenti tipi di rifiuti:
    •    rifiuti speciali pericolosi - ad eccezione dei soggetti che conferiscono i propri rifiuti pericolosi al servizio pubblico di raccolta: in questo caso la comunicazione è effettuata dal gestore del servizio limitatamente alla quantità conferita.
    •    rifiuti speciali non pericolosi derivanti da:
    1.    lavorazioni industriali;
    2.    lavorazioni artigianali;
    3.    fanghi derivanti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque;
    4.    fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue o dall'abbattimento di fumi
ad eccezione:
   - dei produttori di rifiuti non pericolosi con un numero di dipendenti uguale o inferiore a  10 
   - delle imprese che esercitano attività di demolizione o costruzione; 
   - delle imprese che esercitano attività di commercio o di servizio.
    •    rifiuti prodotti dalle navi, per i quali la dichiarazione deve essere presentata dall'autorità portuale o marittima.

Sono obbligati alla presentazione del MUD in base al tipo di attività svolta:
    •    chi svolge l'attività di raccolta e trasporto di rifiuti
ad eccezione dei soggetti autorizzati allo svolgimento di queste attività in forma ambulante, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio;
    •    chi svolge l'attività di smaltimento o recupero di rifiuti;
    •    chi svolge l'attività di raccolta, trasporto e trattamento di veicoli fuori uso e relativi componenti e materiali;
    •    i commercianti senza detenzione e gli intermediari di rifiuti;
    •    i Comuni o le autorità di ambito territoriale, in relazione all'attività di raccolta e gestione di rifiuti urbani e assimilati nonché a quella di gestione di rifiuti speciali.

Dall'entrata in vigore del D.Lgs. 152/2006 i produttori di rifiuti non pericolosi o pericolosi al di sotto dei 30 chilogrammi o litri al giorno che trasportano autonomamente i propri rifiuti verso il luogo di smaltimento o recupero degli stessi, sono tenuti ad iscriversi all'Albo Gestori Ambientali.
Il nuovo D.Lgs. n. 4/2008 stabilisce che tali imprese, se sono iscritte all'Albo Gestori Ambientali per il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi, non sono tenute nè alla presentazione del MUD, nè alla tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti. Se invece le imprese sono iscritte all'Albo Gestori Ambientali per il trasporto in conto proprio dei propri rifiuti pericolosi al di sotto dei 30 chilogrammi o litri al giorno, dovranno adempiere ad entrambi gli obblighi (MUD e registro di carico e scarico dei rifiuti).
    •    Dal 2006 il Mud è obbligatorio anche per i consorzi che recuperano particolari tipologie di rifiuto:
    ◦    oli minerali;
    ◦    oli vegetali;
    ◦    accumulatori al piombo.
 
Chi NON deve presentare il M.U.D.

Non devono presentare il Mud le imprese e gli enti che producono rifiuti NON pericolosi e che abbiano un numero di dipendenti uguale o inferiore a 10. Sono quindi esonerati dalla denuncia i produttori di rifiuti non pericolosi con un numero di dipendenti uguale o inferiore a 10 derivanti da:
    •    lavorazioni industriali;
    •    lavorazioni artigianali;
    •    fanghi derivanti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque;
    •    fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue o dall'abbattimento di fumi.
 
Continuano invece ad essere esonerati in toto dalla presentazione del MUD, a patto che abbiano prodotto solo rifiuti NON pericolosi:
    •    le imprese che esercitano attività di demolizione o costruzione;
    •    le imprese che esercitano attività di commercio o di servizio.

E' scomparso anche l'obbligo del Mud per gli:
    •    imballaggi - l'adempimento non sarà più a carico di ogni impresa ma esclusivamente del CONAI e delle imprese che implementano un proprio sistema di raccolta o di valorizzazione dei rifiuti di imballaggio o di riutilizzo.
La legge conferma che non devono presentare il MUD, anche in presenza di rifiuti pericolosi:
    •    gli imprenditori agricoli con un volume di affari annuo NON superiore a 8.000 euro;
    •    gli studi medici e dentistici in genere, solo se condotti da singoli professionisti, non associati in una qualsiasi forma d'impresa. 


Si tratta di uno dei documenti principali per quanto riguarda la tematica dei rifiuti e contiene le informazioni sulle caratteristiche quali/quantitative dei rifiuti prodotti e/o gestiti.
Il registro di carico e scarico, congiuntamente al formulario, costituisce prova della tracciabilità dei rifiuti, della loro produzione e del loro invio a recupero o smaltimento. Consente inoltre l’effettuazione dei controlli da parte delle autorità preposte.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La normativa vigente, relativa al registro, è la seguente:
-art. 188-bis del d.lgs. 152/2006 (controllo della tracciabilità dei rifiuti)
-art. 190 del d.lgs. 152/2006 (registro di carico e scarico)
-art. 258 del d.lgs. 152/2006 (violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari)
-DM Ambiente 1° aprile 1998, n. 148 (approvazione del modello dei registri di carico e scarico dei rifiuti)
-Circolare Ambiente/Industria 4 agosto 1998, n. GAB/DEC/812/98 (esplicativa sulla compilazione dei registri di carico scarico dei rifiuti e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti)

SOGGETTI OBBLIGATI E SOGGETTI ESCLUSI ALLA TENUTA DEL REGISTRO

Il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti SISTRI sostituisce, per i soggetti obbligati al suo utilizzo:
-Con la compilazione dell’Area “registro cronologico”, il registro di carico e scarico, previsto dall’originario articolo 190 del d.lgs. 152/2006
-Con la compilazione dell’Area “movimentazione”, il formulario di identificazione per il trasporto, di cui all’originario articolo 193
La sostituzione dei citati due articoli del d.lgs. 152/2006 con i due nuovi articoli 190 e 193 modificati dal d.lgs. 205/2010, decorre dal giorno di entrata in piena operatività del Sistri (i termini di ‘inizio piena operatività’ attualmente sono contenuti nel DM 26 maggio 2011). Fino alle date indicate nel DM 26 maggio 2011, anche per i soggetti obbligati al Sistri, rimangono obbligatorie le compilazioni del registro di carico e scarico e del formulario di trasporto.
Dalla data in cui il SISTRI diviene completamente sostitutivo del sistema precedente, invece, solo per alcuni soggetti – salvo adesione volontaria al Sistri – permane l’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico e l’obbligo di compilazione del formulario di trasporto secondo le modalità previste dai nuovi articoli 190 e 193.

L’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti previsto è disciplinato dall’art. 190 del d.lgs. 152/2006, come sostituito dal d.lgs. 205/2010, ed è previsto per i seguenti soggetti (salvo abbiano aderito volontariamente al SISTRI):
-Produttori di rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali e artigianali o costituiti da fanghi di trattamento di acque e di emissioni, che abbiano fino a 10 dipendenti
-Produttori che trasportano i propri rifiuti non pericolosi come attività integrante ed accessoria dell’organizzazione dell’impresa e quindi iscritti all’Albo gestori ambientali ai sensi dell’art. 212, comma 8, del d.lgs. 152/2006
I produttori di rifiuti pericolosi non qualificabili come enti o imprese (es. liberi professionisti), devono adempiere all’obbligo di tenuta del registro conservando in ordine cronologico le copie cartacee delle schede Sistri consegnate al momento dell’inizio del trasporto dal conducente e ricevute con l’accettazione del destinatario (art. 190, comma 8 ).
I soggetti nelle cui unità locali si producono fino a 10 tonnellate di rifiuti non pericolosi (per i quali non sussiste l’obbligo di iscrizione al Sistri) possono delegare la compilazione del registro di carico e scarico alle associazioni imprenditoriali o alle società di servizi di diretta emanazione di dette associazioni. Per tale compilazione è consentita la cadenza mensile, mantenendo presso l’impresa copia dei dati trasmessi (art. 190, comma 3)

FORMALITÀ PER LA TENUTA DEL REGISTRO DI CARICO E SCARICO

I registri devono essere numerati e vidimati dalla camera di commercio competente per territorio.
Devono essere tenuti secondo le procedure e le modalità del registro IVA
Devono essere tenuti presso ogni impianto di produzione
Devono essere compilati entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dall’avvio a smaltimento/recupero dei rifiuti oggetto di obbligo di registrazione (mentre, come recitava il “vecchio” art. 190, prima delle modifiche introdotte dal d.lgs. 205/2010, al comma 1 per i soggetti che effettuano le operazioni di recupero e di smaltimento, le annotazioni devono essere effettuate entro due giorni lavorativi dalla presa in carico dei rifiuti)
Devono essere integrati con i formulari di trasporto o con le schede Sistri
Devono essere conservati per cinque anni dalla data dell’ultima registrazione eseguita (mentre, come recitava il “vecchio” art. 190, al comma 3, “i registri relativi allo smaltimento in discarica devono essere invece conservati a tempo indeterminato ed al termine dell’attività devono essere consegnati all’autorità che ha rilasciato l’autorizzazione”)

MODELLO DI REGISTRO

L’articolo 190, comma 6, del d.lgs. 152/2006 rinvia al DM 148/1998 per quanto riguarda la regolamentazione di dettaglio. Tale decreto contiene il modello di registro e le relative istruzioni (modello A per le attività di produzione, recupero, smaltimento, trasporto, intermediazione e commercio con detenzione di rifiuti, modello B per le attività di intermediazione e commercio senza detenzione). Va precisato che tale decreto è applicabile tenendo conto della previsione di entrata in piena operatività del Sistri (che, per i soggetti obbligati al suo utilizzo, diverrà sostitutivo del registro). Pertanto il DM 148/1998 sarà applicabile per i soggetti per i quali rimane l’obbligo di tenuta di tale registro di carico e scarico.

REGISTRO SU STRUMENTO INFORMATICO E RELATIVA STAMPA SU CARTA

Il registro di carico e scarico può essere tenuto anche attraverso sistemi informatici, memorizzando perciò i dati a computer e stampando successivamente su carta formato A4, regolarmente numerata e vidimata e conforme agli allegati A e B al DM 148/1998.
Per quanto riguarda le regole relative alla conservazione delle scritture contabili, occorre fare riferimento al DPR 445/2000 e alle regole tecniche stabilite dalla Deliberazione CNIPA n. 11/2004 del 19 febbraio 2004. Tali regole consentono sia di eliminare il supporto cartaceo mediante un processo di trasposizione dalla carta ad altro supporto, che di memorizzare direttamente il documento informatico contenente le scritture contabili, alle seguenti condizioni:
-Siano rispettate le disposizioni del Codice civile in materia di numerazione progressiva delle pagine e ordine cronologico (art. 2215 C.c.) e in materia di ordinata tenuta della contabilità (art. 2219 C.c)
-Sia predisposto in modo da garantire la sua inalterabilità
-Sia predisposto in modo da garantire l’identificabilità dell’autore e l’integrità del documento e sarà pertanto necessaria la “firma elettronica qualificata” o la “firma digitale”
-Il documento informatico contenente le scritture contabili, prima di essere sottoscritto, sia integrato con un “riferimento temporale” contenente la data e l’ora di formazione del documento stesso
-L’adempimento della sottoscrizione elettronica sia assolto almeno una volta l’anno, al momento della redazione del bilancio d’esercizio, prima della comunicazione del bilancio al collegio sindacale (art. 2429 C.c.)
-Sia garantita la leggibilità del documento o dei documenti e la possibilità di stamparli, qualora richiesto in sede di ispezioni o verifiche.
In caso di tenuta del registro con modalità informatiche i dati, una volta registrati, rimangono potenzialmente modificabili da parte del titolare del registro: mentre l’alterazione o modifica di quanto annotato nel registro cartaceo risulterebbe evidente dal documento stesso, la variazione delle informazioni inserite a computer potrebbe invece essere attuata senza lasciare traccia della correzione apportata.
Pertanto, l’impresa che tiene il registro con modalità informatiche ha le seguenti alternative:
-Se il registro di carico e scarico informatico è tenuto nel rispetto di modalità informatiche che permettono la prova dell’inalterabilità e l’integrità del documento e perfetta identificabilità temporale (marca temporale) la loro conservazione potrà essere solo informatica, e il registro dovrà essere stampato su richiesta delle autorità di controllo.
-Se le scritture contabili dell’esercizio, seppure tenute con il computer, non rispondono alle nuove modalità informatiche, allora dovranno essere stampate secondo le cadenze* imposte dall’articolo 190 e, comunque, in sede di verifica da parte delle autorità di controllo

* corrispondono alla tempistica per le annotazioni.
Nell'attuale versione dell'art. 190:

"Le annotazioni devono essere effettuate:
a) per i produttori, almeno entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dallo scarico del medesimo:
b) per i soggetti che effettuano la raccolta e il trasporto, almeno entro dieci giorni lavorativi dalla effettuazione del trasporto;
c) per i commercianti, gli intermediari e i consorzi, almeno entro dieci giorni lavorativi dalla effettuazione della transazione relativa;
d) per i soggetti che effettuano le operazioni di recupero e di smaltimento, entro due giorni lavorativi dalla presa in carico dei rifiuti".

VIDIMAZIONE

Si rinvia alla discussione top “vidimazione”

COMPILAZIONE DELLA PAGINA INIZIALE DEL REGISTRO MODELLO “A”

Prima della vidimazione, è necessario compilare la pagina iniziale (o ‘frontespizio’) del registro inserendo i dati relativi alla ditta, alla residenza e al codice fiscale. L’ubicazione dell’esercizio può invece essere indicata anche dopo la vidimazione ma deve, comunque, precedere l’annotazione della prima operazione (riferimento: Circolare Ambiente/Industria 4 agosto 1998, punto 2, lettera a)

Dati da inserire nella pagina iniziale

1.DITTA: Ragione Sociale della ditta
Residenza o domicilio: Indicare la sede legale della ditta
Codice fiscale: Indicare il codice fiscale (che può essere diverso dalla partita IVA)
Ubicazione dell’esercizio: inserire i dati relativi al luogo di produzione dei rifiuti
2. ATTIVITÀ SVOLTA: barrare l’attività che interessa (con l’entrata in operatività del Sistri sarà unicamente “Produzione”)
3. TIPO DI ATTIVITÀ: Campo da compilare in caso di imprese che effettuano operazioni di recupero o di smaltimento
4. REGISTRAZIONE: il numero e la data della prima operazione e il numero e la data dell’ultima registrazione effettuate all’interno del registro (naturalmente questi dati verranno inseriti quando si conosceranno, pertanto non al momento della vidimazione; in particolare la data dell’ultima registrazione sarà inserita una volta ultimato il registro)
5. CARATTERISTICHE DEL RIFIUTO: Sono elencate tutte le possibili caratteristiche proprie dei rifiuti (stato fisico e, solo in caso di rifiuti pericolosi, la classe di pericolosità). L’elenco non deve essere barrato o completato, poiché costituisce una sorta di legenda cui ricorrere in sede di annotazione delle operazioni di carico o scarico sul registro per individuare le caratteristiche proprie del rifiuto cui quella specifica annotazione si riferisce

PAGINE INTERNE DEL REGISTRO – Modello “A”

Dopo il frontespizio, le pagine del registro sono tutte uguali.

NOTA: Ogni annotazione in carico e scarico deve essere riferita ad un singolo CER e a un singolo formulario

Le pagine interne del registro sono suddivise in cinque colonne

Prima colonna del registro

Nella prima colonna del registro di carico e scarico deve essere contrassegnata l’operazione (carico o scarico) alla quale si riferisce la registrazione che si sta effettuando.
Scarico-Carico: barrare la casella di Carico in caso si intenda registrare la produzione del rifiuto, oppure la casella di Scarico qualora si intenda registrare la consegna del rifiuto al trasportatore
Del: inserire la data dell’operazione di Carico o di Scarico; in caso di operazione di scarico, inserire la data di inizio trasporto
N: inserire il numero dell’operazione

NOTA: La numerazione delle operazioni è progressiva. Ogni singola operazione, sia di Carico che di Scarico, deve essere registrata con un proprio numero e ogni anno si ricomincia da 1. Se nel corso dell’anno si utilizzano più registri, il primo numero del nuovo registro sarà numericamente successivo rispetto all’ultimo numero del precedente registro e così via.

Formulario n. (da compilare solo in caso di operazioni di scarico): inserire il numero identificativo del formulario (codice composto da lettere e numeri, prestampato sul formulario, in genere posizionato in alto a destra dello stampato) e la data di emissione del formulario (quella in alto a destra). Quando e nei casi in cui il formulario sarà completamente sostituito dalla scheda SISTRI, andranno indicati gli estremi di tale scheda (numero identificativo XXXXXX).
Rifer. operazioni di carico (da compilare solo in caso di operazioni di scarico): richiamare il numero del registro riferito all’operazione di Carico dello stesso rifiuto. Naturalmente possono essere presenti più operazioni di Carico per un unico Scarico.

Seconda colonna del registro

CER: scrivere il CER del rifiuto oggetto del carico o dello scarico; l’attribuzione del CER spetta al produttore; è buona prassi attribuirlo all’inizio del rapporto con il destinatario e con il trasportatore del rifiuto, verificando inoltre che entrambi i soggetti siano autorizzati per quel determinato CER. L’elenco dei CER si trova nell’allegato D alla parte IV del d.lgs. 152/2006.
Descrizione: scrivere la descrizione del rifiuto avendo cura di riportare l’aspetto esteriore dei rifiuti, per consentire di identificare il rifiuto “con il massimo grado di accuratezza”, tenendo conto del fatto che la descrizione del CER non è sempre esaustiva
Stato fisico: indicare il numero dello stato fisico del rifiuto (1. Solido pulverulento; 2. Solido non pulverulento; 3. Fangoso palabile; 4. Liquido)
Classe di pericolosità: indicare la Classe di pericolosità (H) corrispondente al rifiuto (Solo per i rifiuti pericolosi)
Rifiuto destinato a (da compilare solo in caso di operazioni di scarico): Va barrato il campo dello smaltimento o del recupero e inserendo il codice D o R rispettivamente, a seconda dell’effettiva destinazione del rifiuto. L’elenco dei codici D (operazioni di smaltimento) si trova all’allegato B alla parte IV del d.lgs. 152/2006; l’elenco dei codici R (operazioni di recupero) si trova all’allegato C alla parte IV del d.lgs. 152/2006

Terza colonna

Nella terza colonna deve essere riportata la quantità del rifiuto oggetto di registrazione, sia in caso di carichi che in caso di scarichi. Nel caso degli scarichi, qualora l’invio a terzi sia effettuato indicando nel formulario (o nella scheda SISTRI) che il peso sarà verificato a destino, anche nel registro andrà indicato un peso stimato. Se si tratta di uno Scarico riferito a più operazioni di Carico va riportata la somma dei quantitativi di ogni singola operazione di Carico)

Quarta colonna:

La compilazione del luogo di produzione e dell’attività di provenienza del rifiuto va indicata da parte dei soggetti che effettuano attività di manutenzione delle infrastrutture. Qualora le operazioni di gestione dei rifiuti siano effettuate tramite un soggetto terzo che abbia svolto un’attività di intermediazione, si devono riportare i suoi dati, precisando la denominazione/ragione sociale, il codice fiscale, la sede, il numero di iscrizione all’albo (questo dato va indicato dal momento in cui è pienamente operativo l’obbligo di iscrizione per i commercianti ed intermediari ai sensi dell’art. 212 del d.lgs. 152/2006)

Quinta colonna

Annotazioni: segnalare eventuali informazioni aggiuntive che si ritengano utili. Per esempio, nel caso di operazioni di scarico, può essere utile riportare in questo spazio il “peso verificato a destino” nei casi in cui, per i rifiuti conferiti a terzi, si sia optato per l’indicazione nel formulario (o scheda SISTRI) di un peso stimato. - See more at: http://www.sistriforum.com/t6306-top-registro-di-carico-e-scarico#sthash.PQr6cCNv.dpuf

Il Decreto Legge n°101 del 31 agosto 2013 art.11, entrato in vigore dal 1 ottobre 2013, stabilisce che tutte le aziende organizzate in enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi devono essere iscritte a SISTRI e lo dovranno utilizzare dal 3 marzo 2014.

Per questo dal 3 marzo, in base all'attuale situazione normativa, tutte le aziende produttrici di rifiuti pericolosi dovranno obbligatoriamente aprire la scheda di movimentazione sul sistema SISTRI, altrimenti nessun trasportatore potrà effettuare il ritiro dei suoi rifiuti classificati pericolosi.

Nell'ambito della apparecchiature elettriche ed elettroniche e delle batterie significa che l'azienda che deve dismettere monitor, climatizzatori, frigoriferi, batterie al piombo, apparecchi radiologici, compressori …. deve collegarsi a SISTRI ed aprire la prevista scheda di movimentazione. Tale scheda di movimentazione è il passo indispensabile per consentire al trasportatore che effettuerà il ritiro, di comunicare al SISTRI gli estremi del viaggio e recarsi presso l'azienda nel giorno stabilito.

Per procedere all'iscrizione collegarsi al sito del SISTRI dove è possibile anche visionare un filmato che spiega come procedere.

Diffidate dagli operatori che agiscono nelle seguenti modalità:

  • Ritirano i rifiuti da voi prodotti e non sono in possesso delle  relative autorizzazioni!
  • Trasportano i rifiuti speciali, senza la corretta documentazione (Formulario)!
  • Trasportano i rifiuti da voi prodotti, presso un sito non autorizzato e non sono in possesso delle autorizzazioni al trasporto di rifiuti speciali!
  • Detengono i rifiuti da voi prodotti senza le appropriate autorizzazioni allo stoccaggio!


Diffidate dagli imitatori e dai superficiali

Gestire i Materiali Esausti da Ufficio e Rifiuti Speciali è un mestiere che non si può improvvisare: i rischi per tutti sono elevatissimi.

Anche in questo settore non mancano le zone d’ ombra: operatori improvvisati che ritirano rifiuti di terzi, senza le dovute Autorizzazioni per il trasporto dei Rifiuti, che non rilasciano i Documenti richiesti dalla Legge e che non sono in possesso delle Certificazioni ISO, ulteriore requisito di garanzia.

 

Emerge dall’esame degli art. 188, 193 e ss. del D. Lgs n. 152 del 2006, che tutti i soggetti che intervengono nel circuito della gestione dei rifiuti sono responsabili non solo della regolarità delle operazioni da essi stessi posti in essere, ma anche di quelle dei soggetti che precedono o seguono il loro intervento mediante l’accertamento della conformità dei rifiuti a quanto dichiarato dal produttore o dal trasportatore, sia pure tramite la verifica della regolarità degli appositi formulari, nonché la verifica del possesso delle prescritte autorizzazioni da parte del soggetto al quale i rifiuti sono conferiti per il successivo smaltimento.
E’, perciò, evidente che l ′inosservanza degli obblighi imposti dalla legge, oltre ad integrare le fattispecie contravvenzionali previste dal testo unico sull’ambiente, può essere valutata quale elemento indiziario dell’elemento psicologico che integra le ipotesi delittuose previste in detta materia.

Il SISTRI è il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti nato nel 2009 grazie al  Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Gli obiettivi primari di questo sistema sono quelli di informatizzare la filiera dei rifiuti speciali, combattere l'illegalità e facilitare il controllo da parte delle autorità competenti.

Con il SISTRI si passa da un sistema cartaceo, che prevedeva 3 documenti (Formulario di identificazione dei rifiuti, Registro di carico e scarico e MUD), ad uno tecnologico atto a semplificare le procedure e gli adempimenti, ridurre i costi, ottimizzarne l'efficacia e l'efficienza e aumentare la trasparenza del processo.

 

Per procedere all'iscrizione collegarsi al sito del SISTRI dove è possibile anche visionare un filmato che spiega come procedere.
 

Sei un Produttore di AEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) Professionali?

Vuol dire che immetti per primo sul mercato italiano apparecchiature elettriche ed elettroniche destinate ad utilizzatori professionali (aziende, enti pubblici, liberi professionisti con partita IVA). La normativa applicabile nel tuo caso è il decreto legislativo 151/05 sui RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Ecco gli adempimenti fondamentali che devi conoscere:

  • iscriverti al Registro Nazionale dei Produttori  AEE, individualmente o tramite un Sistema Collettivo come Remedia;
  • comunicare annualmente al Registro Nazionale dei Produttori AEE i dati di immesso sul mercato (in particolare il peso delle AEE vendute nell'anno precedente a quello di riferimento);
  • al momento della vendita di una nuova AEE devi sapere che sarai responsabile del ritiro gratuito e del corretto smaltimento di tale AEE nel momento in cui il cliente finale deciderà di disfarsene. Se hai aderito a Remedia questo servizio ti sarà fornito dal Consorzio;
  • se al momento della vendita il cliente finale ha una vecchia AEE acquistata (da qualunque fornitore) prima del 1 Gennaio 2011, sarai anche responsabile del ritiro gratuito e del corretto smaltimento di tale apparecchiatura. Tale obbligo di ritiro "uno contro uno" si applica per apparecchiature equivalenti a quelle vendute e ovviamente solo se il cliente finale ne fa esplicita richiesta.